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Stefano Buono: «Se vogliamo energia pulita e in grande quantità non c’è alternativa all’atomo»

Lo scienziato-imprenditore ceo di Newcleo: «Non c’è niente di più sostenibile dell’energia nucleare. L’hanno capito in tanti in Europa. In Finlandia addirittura ci sono città che litigano per ospitare i depositi di scorie»

Lo scienziato-imprenditore ceo di Newcleo: «Non c’è niente di più sostenibile dell’energia nucleare. L’hanno capito in tanti in Europa. In Finlandia addirittura ci sono città che litigano per ospitare i depositi di scorie»

«Non c’è niente di più sostenibile dell’energia nucleare. L’hanno capito in tanti in Europa. In Finlandia addirittura ci sono città che litigano per ospitare i depositi di scorie. L’hanno capito i nostri giovani che vogliono ridurre l’inquinamento da idrocarburi. E sono convito che presto lo capiranno anche i nostri decisori politici». Stefano Buono è l’uomo che sta riportando il nucleare in Italia, finito nel congelatore per 35 anni dai tre referendum del 1987 e ancora alle prese con la ricerca di un deposito per le scorie. Con la sua startup Newcleo, 400 milioni di capitali raccolti in 18 mesi, più di 100 ingegneri negli uffici di Torino, che ha appena raddoppiato gli spazi nell’ex sede del Tar, lo scienziato-imprenditore ha convinto Enel a tornare a investire nell’atomo. «Insieme Costruiremo reattori di nuova generazione, uno in Francia e l’altro in Inghilterra. E chissà un domani anche in Italia». 

Stefano Buono, l’Italia torna al nucleare. Ma lo fa in Francia e Uk. Tutto normale? 
«Considero Newcleo una società europea con cuore e testa a Torino. Ma è vero: la partnership con Enel, che comunque già gestisce alcune centrali all’estero, segna un ritorno agli investimenti in queste tecnologie. L’obiettivo è ottenere energia pulita, a basso costo e al minor rischio possibile». 

Dove costruirete i nuovi impianti? 

«Siamo in fase di negoziazione. Ma prevediamo di insediarci in zone, in Francia e in Uk, dove sono già presenti impianti nucleari. I nostri reattori sono di piccola taglia ma sufficienti ad alimentare la rete elettrica». 

Il problema delle scorie? 
«La nostra tecnologia riduce la produzione di scorie. Per ogni gigawatt elettrico restano 900 chili di scorie. Vale a dire: una città come Torino può essere alimentata per un anno con un solo metro cubo di rifiuti». 

Meno rifiuti ma comunque pericolosi. 
«Il rischio zero in natura non esiste. Ma la gestione dei rifiuti non è assolutamente pericolosa. Se in Finlandia le città sono arrivate a litigare, finendo perfino in tribunale, per ospitare un deposito di scorie, un motivo ci sarà». 

In Italia sono trascorsi 35 anni dai referendum che hanno messo al bando il nucleare, eppure non si sa ancora dove sistemare quelle scorie. 
«Io sono convinto che è possibile gestire senza rischi per la salute anche le vecchie scorie. Tuttavia è meglio non produrne affatto o produrne pochissime. Ecco perché nasce Newcleo, per mettere in campo un nucleare pulito di nuova generazione». 

Quanto ci vuole per smaltirli? 
«Circa 250 anni. Basta trovare un sito, una miniera ad esempio, dove stoccarli». 

Le nuove generazioni sono più attente all’ambiente. Perché dovrebbero abbracciare la tecnologia dell’atomo? 
«Vedo tante ragazze e ragazzi che sono già convinti. Se vogliamo energia pulita e in grande quantità non c’è alternativa all’atomo». 

L’Italia ora esporta know-how. Tornerà anche a produrre in casa nucleare?
«Sono sicuro che l’atomo farà parte dei piani per l’energia de nostro Paese». (FONTE IL CORRIERE)